Neurofeedback Holidays

Neurofeedback Holidays

Categoria : Holidays

Che cos’è il neurofeedback holidays?

Il neurofeedback holidays è un periodo di trattamento intensivo di neurofeedback che coincide con i mesi di pausa estiva della scuola. Non differisce in alcun modo con le tradizionali sedute di neurofeedback se non nella cadenza degli incontri. Durante il neurofeedback Holidays, infatti, le sedute si svolgono una volta al giorno, per un periodo di 3, 4 settimane, a differenza dell’andamento annuale che prevede un incontro o due a settimana per un periodo di circa 5 mesi. Questo permette anche a chi viene da fuori di usufruire del trattamento con semplicità, rendendo più facile organizzare il lavoro sia per il centro, che per la famiglia del ragazzo.

 

Come si accede?

L’iter prevede un colloquio clinico ed alcuni test neuropsicologici per valutare la situazione di partenza, a seconda della terapia. La diagnostica dell’adhd, ad esempio, è di primaria importanza e serve in prima istanza a valutare il singolo caso. La vivacità normale di un bambino, la sua esuberanza, ma anche un’attenzione non sempre presente non sono necessariamente sintomi di adhd. L’adhd è uno stato patologico che si palesa quando i comportamenti normalmente presenti in un ragazzo diventano tali da rendergli impossibile una vita normale. Un bambino vivace non è affetto da adhd. Un bambino che non riesce fisicamente a stare seduto al suo posto, alzandosi continuamente senza ascoltare nessuno può esserlo.

Inoltre, una diagnosi accurata è fondamentale in quanto l’obiettivo dell’intervento terapeutico consiste nel potenziare i processi cognitivi al fine di rendere la persona in grado di autoregolarsi per far fronte alle situazioni di difficoltà. Questo significa che ogni persona ha un diverso percorso da compiere. Il trattamento riabilitativo deve essere il più possibile individualizzato, mirato, specifico e calibrato sul bambino con le sue particolari caratteristiche. Le tipologie di  interventi variano a seconda delle caratteristiche individuali: infatti ogni bambino è diverso dagli altri. Inoltre lo sviluppo e l’evoluzione dei disturbi o difficoltà di apprendimento variano col passare degli anni, da bambino a bambino. Di grande importanza si rivela quindi la tempestività con cui si interviene, dato che nella fase evolutiva il ragazzo è predisposto all’apprendimento e al cambiamento, mentre, con l’avanzare dell’età, aumenta il rischio di consolidamento del problema.

 

Quante sessioni sono necessarie durante il neurofeedback holidays?

E’ difficile stabilire il numero esatto di sedute utili ad ogni paziente. La media si attesta attorno alle 30, ma possono essere anche meno, o più, a seconda dell’iter personale. E’ comunque importante sottolineare che il Neurofeedback è una terapia di impostazione scientifica, con numerose prove e studi a supporto del suo funzionamento, che si è rivelato uno strumento altamente valido nei casi di Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività anche come alternativa alla terapia farmacologica. Studi recenti hanno dimostrato l’efficacia del Neurofeedback anche per l’autismo.

Il presupposto che sta alla base del Neurofeedback è quello dell’autoregolazione del cervello. Tramite l’elettroencefalogramma viene notato un tracciato disfunzionale le cui anomalie corrispondono a ben precisi tratti del paziente, quali la disattenzione, ad esempio, o l’iperattività. Attraverso un lavoro di training continuo è possibile insegnare al bambino come modulare il proprio tracciato encefalografico, in modo da acquisire un apprendimento procedurale che, essendo stabile, si traduce in un miglioramento clinico.

Questo particolare tipo di apprendimento può essere paragonato a quando si impara ad andare in bicicletta. Nessuno sa, teoricamente, quali muscoli sta contraendo o rilassando quando va in bicicletta, ma attraverso il controllo continuo dell’equilibrio impara a mantenere il baricentro, e, grazie ai segnali continui che il corpo ci invia e che ci indicano la nostra posizione, si acquisisce l’equilibrio. Giorno dopo giorno, grazie all’esercizio, diventiamo sempre più precisi nel monitorare tutti i segnali in modo da non cadere: abbiamo imparato ad  andare in bicicletta. Fuor di metafora, il cervello, un sistema complesso in equilibrio, riceve continuamente stimoli nuovi che “utilizza” per aprire nuovi percorsi. Da nuovi stimoli, infatti, si creano nuove dinamiche di equilibrio, nuove piste che il sistema centrale può percorrere. Nello stesso modo il training del neurofeedback aumenta la flessibilità del funzionamento cerebrale, fornendo nuovi stati e dinamiche, che abitualmente si traducono in un miglioramento clinico permanente.


Intervista sul Neurofeedback

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