Il trattamento della disortografia

Il trattamento della disortografia

Categoria : Trattamenti

Della disortografia abbiamo già parlato ampliamente, qui ci concentriamo invece sul trattamento della disortografia

In seguito ad un’accurata valutazione clinica del profilo neuropsicologico e ad un’analisi qualitativa delle difficoltà manifestate dall’alunno, il riabilitatore programma un intervento individualizzato, il cui obiettivo consiste nel potenziamento dei processi cognitivi implicati nella scrittura.
L’intervento si svolge per mezzo di sedute “vis à vis” col bambino/ragazzo.
Solitamente, la riabilitazione delle competenze di scrittura si esegue contemporaneamente alle abilità di lettura, poiché le funzioni cognitive implicate sono complementari.

 

  • TRATTAMENTO DELLA DISORTOGRAFIA: RIABILITAZIONE A LIVELLO ELEMENTARE

1. RIABILITAZIONE DELLE COMPONENTI FONOLOGICHE E METAFONOLOGICHE
A seconda delle caratteristiche cliniche dell’alunno può essere opportuno riabilitare le  componenti fonologiche e metafonologiche.
Si insegna al bambino a ragionare sui suoni (fonemi).
Si eseguono esercizi di fusione fonemica:
Il riabilitatore pronuncia una sequenza di fonemi ed il bambino deve fonderli per ottenere la parola corrispondente,
es. O – R – O, il bambino deve indovinare che si tratta della parola ORO.
In seguito il numero dei fonemi aumenta gradualmente.
Si eseguono anche esercizi di segmentazione fonemica: il riabilitatore pronuncia una parola ed il bambino deve segmentare pronunciando la sequenza di fonemi che compongono quella parola.
Es. ORO, il bambino deve fare lo spelling O – R – O.

 

2. INSEGNARE LA MAPPATURA DEI SUONI DEL LINGUAGGIO
In altri casi il bambino deve apprendere la mappatura dei suoni, la transcodifica segno-suono, le corrispondenze grafema-fonema: in questi processi sono implicate anche le abilità visuo-spaziali.
Si costruisce un alfabetiere individualizzato, insieme con il bambino.
Egli deve esercitarsi a riconoscere visivamente il grafema, attraverso il processamento di informazioni visuo-spaziali.
In seguito all’identificazione veloce del simbolo grafico, l’alunno deve associarlo al suono corrispondente.

 

3. PRIMI PASSI NELLA LETTO-SCRITTURA
Il lavoro comincia con le vocali, per passare poi alle consonanti continue (allungabili), ed infine le consonanti occlusive. E’ necessario pronunciare il suono della lettera (es. L) e non il nome (elle).
Dopo aver presentato il grafema ci si cimenta con la fusione di fonemi attraverso la lettura di dittonghi (es. AO, EA, UA) ed in seguito di sillabe, es. LE, LO, LU, LI, LA, OL, IL, AL, UL, EL.
Il riabilitatore inventa attività motivanti, accattivanti es. tombole, sfide ecc.
Si utilizzano le lettere mobili per esercitarsi nella lettura di dittonghi, sillabe e, in seguito, parole, oltre che nella scrittura di dittonghi, sillabe e, in seguito, parole.
Il riabilitatore, a seconda dei casi, imposta l’attività selezionando la quantità ed il tipo di lettere che l’alunno dovrà utilizzare.
La lettura di parole comincia con parole piane bisillabe (es. LUNA), in cui sono presenti consonanti continue, scritte in stampato maiuscolo e bicolori, cioè la vocale in rosso e la consonante in nero, per facilitare ulteriormente.
Il bambino procede poi alla scrittura della medesima parola con marcatori sillabici e lettere mobili da scegliere e posizionare in sequenza.
Infine procede con la scrittura a penna.
I passaggi appena descritti si svolgono anche con:
parole piane bisillabe con consonanti occlusive (es. DITO).
parole piane trisillabe (es. LIMONE).
parole piane che cominciano con vocale (es. ASINO).
parole contenenti l’incontro di 2 consonanti (es. MONDO).

 

4. L’APPRENDIMENTO DEI GRUPPI ORTOGRAFICI COMPLESSI
Nella lingua italiana esistono dei gruppi di sillabe la cui transcodifica risulta più complicata.
Essi sono:
CA CO CU CHI CHE CI CE
GA GO GU GHI GHE GI GE
SCI SCE
GN
GLI

Al fine di facilitare l’apprendimento di tali gruppi sillabici, il riabilitatore può creare insieme all’alunno un alfabetiere che evoca il suono corrispondente, e ne fissa la compitazione ortografica.
In un secondo momento è necessario consolidare il riconoscimento acustico del gruppo ortografico, facendo ragionare il bambino sul suono (gruppo ortografico) specifico su cui si sta lavorando: ad es. distinguere ci di cipolla da ce di ceppo, o da chi di occhi, o da gi di giostra.
Successivamente è opportuno eseguire esercizi che rafforzano l’associazione suono-gruppo grafemico, facendo identificare al bambino il gruppo ortografico all’interno di parole scritte.
Infine ci si esercita per giungere all’automatizzazione del riconoscimento ortografico e della produzione scritta.

 

5. ESERCIZI DI LETTO-SCRITTURA 
Le abilità di lettura e di scrittura si potenziano e si rinforzano reciprocamente.
Per la scrittura di parole si utilizzano dei marcatori sillabici in corrispondenza di ciascuna sillaba; dopo aver posizionato i marcatori sillabici, ogni sillaba viene scritta con le lettere mobili, al fine di alleviare l’alunno dallo sforzo della produzione manuale, e far sì che si concentri sulla compitazione ortografica
Per la scrittura di frasi si utilizzano dei marcatori lessicali, utili per scandire ogni parola ed evitare i tipici errori di fusione o di segmentazione.
L’uso dei marcatori è un buon escamotage per alleggerire il carico della memoria e far sì che l’alunno focalizzi l’attenzione sulle funzioni cognitive specifiche della letto-scrittura.

 

 

  • TRATTAMENTO DELLA DISORTOGRAFIA: RIABILITAZIONE NEI BAMBINI PIÙ AVANZATI

1. RIABILITAZIONE DELLE COMPETENZE ORTOGRAFICHE 
Per esercitarsi a scrivere correttamente le parole contenenti le doppie, si è verificato che risultano utili attività di segmentazione sillabica.
Per non commettere errori con gli apostrofi, è opportuno insegnare le regole ortografiche (la ape), disambiguare a livello semantico (lago-l’ago), e ampliare il lessico ortografico (l’ascia-lascia);
Per inserire correttamente l’H del verbo avere, è necessario far sì che l’alunno acquisisca competenze grammaticali, attraverso esercitazioni con istruzioni-guida.
Al fine di scrivere correttamente parole contenenti accenti, si possono svolgere esercizi fonologici utili per la discriminazione del suono, ad esempio divàno o dìvano?
Infine, per insegnare a gestire ortografie complesse, o ambigue, o parole omofone ma non omografe, è necessario favorirne la ritenzione nel lessico ortografico, cioè la memorizzazione della rappresentazione ortografica, per mezzo di esercizi di ampliamento lessicale.

 

2. AMPLIAMENTO DEL LESSICO FONOLOGICO E DEL LESSICO ORTOGRAFICO
Ampliare il proprio vocabolario personale aiuta il riconoscimento veloce della parola. L’estensione quantitativa, ma anche qualitativa del patrimonio lessicale, migliora le abilità di:

  • fluidità verbale,
  • correttezza e rapidità in letto-scrittura, nonché comprensione,
  • correttezza ortografica.

Esercitazioni che consentono di immagazzinare la rappresentazione ortografica di un numero sempre maggiore di parole rendono possibile la loro reperibilità immediata, ai fini di una lettura più scorrevole e/o di una riproduzione scitta più corretta.

 

3. STRUMENTI COMPENSATIVI
Se, malgrado un intervento riabilitativo mirato, il Disturbo Specifico dell’Apprendimento permane e per il ragazzo risulta pesante affrontare le discipline scolastiche, vale la pena adoperarsi affinché egli non perda la motivazione alle materie scolastiche, non perda la possibilità di accedere a nuove informazioni e apprendimenti. Infatti, anche un ragazzino con grave Disturbo Specifico dell’Apprendimento può apprendere: gli è però impossibile farlo attraverso la letto-scrittura e quindi è necessario offrirgli degli strumenti compensativi che gli consentano di apprendere (la storia, la geografia, le scienze), di accedere alle informazioni, di rendersi autonomo in ambito scolastico, di sentire che “può farcela” da solo.
Le nuove tecnologie informatiche mettono a disposizione dei programmi che permettono di vicariare, compensare le difficoltà dei bambini dislessici.
Esiste del software con sintesi vocale, che trasforma il testo digitale in audio simulando adeguatamente la lettura umana, e altro software che semplifica e supporta l’abilità di scrittura.
Il ragazzo può apprendere autonomamente le materie di studio. Gli strumenti utilizzabili sono:

  •  Libri digitali;
  •  Sintesi vocale;
  •  Predizione ortografica;
  •  Suggerimento lessicale;
  •  Controllo ortografico;
  •  Calcolatrice;
  •  Strategie di studio adattate.

Intervista sul Neurofeedback

Scarica la brochure

Categorie