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Neurofeedback e performance cognitive
In letteratura sono numerosi gli studi che hanno utilizzato con successo il Neurofeedback per aumentare e migliorare le performance in tre aree principali: sportiva, artistica e cognitiva.
Una grande quantità di ricerche ha esaminato l’associazione tra particolari pattern EEG e le performance in specifici compiti cognitivi e in specifiche attività; le principali scoperte possono essere così sintetizzate: - le onde alpha (8-12 Hz) risultano particolarmente associate ad una maggiore creatività ed efficacia psichica, specialmente in condizioni di competizione; l'aumento dell’attività delle onde alpha riduce il livello dell'angoscia e provoca un miglioramento della memoria a lungo termine, della velocità di elaborazione dei dati, della perspicacia e del prendere decisioni; aumenta inoltre la capacità e la velocità nel creare concetti e immagini, la quale costituisce una base per risolvere i problemi. L'affaticamento causa l’indebolimento delle onde alpha, a cui è associata un’eccessiva attenzione per il mondo esterno. Craford et al. hanno accertato che le persone con una memoria migliore e più durevole, che commettono un minore numero di errori, e con una capacità nel prendere decisioni più efficiente, mostrano, mentre si concentrano, un aumento delle onde “upper alpha” (10-12 Hz) nell'emisfero cerebrale sinistro; - le onde SMR (12-15 Hz), rilevate per la prima volta nel 1967 da Sterman nei gatti, risultano associate all'attesa di uno stimolo, in posizione immobile e con grande attenzione. Nel 1971 Sterman ha scoperto le onde SMR nell’uomo, evidenziando che una maggior attività di queste onde attenua le manifestazioni epilettiche; esse risultano associate all’inibizione motoria e alla tranquillità fisica e aumentano la capacità dell'organismo di mantenere l'omeostasi. Nel 2003, Vernon et al. hanno evidenziato che l’aumento del ritmo SMR provoca una diminuzione del livello delle onde theta e delle onde high beta (24-38 Hz), ed è associato a notevoli miglioramenti della working memory e dell'attenzione; - l’attività theta (4-8 Hz) sembra essere particolarmente associata ai meccanismi di memoria , in particolare ai processi di working memory (Burgess, Gruzelier, 1997). Una delle evidenze della diretta relazione tra attività theta e working memory deriva dai dati che mostrano un significativo aumento di tale attività durante un compito di riconoscimento, solo per le parole correttamente riconosciute e non per i distrattori. Un’eccessiva attività theta è però associata ad un aumento degli errori commessi; - le onde beta sono associate ad uno stato di attività mentale, alta vigilanza, concentrazione, attenzione focalizzata e sostenuta; favoriscono un’elaborazione cognitiva attenta ai dettagli, aumentano l’arousal, l’uso del linguaggio e dei pensieri logici-razionali. Indicano alto coinvolgimento nelle attività e alta attenzione.
L’ottimizzazione delle performance è uno scopo importante in ogni ambito della vita, sia quando esso è finalizzato allo sviluppo di capacità intellettive e/o creative, che quando si focalizza sul miglioramento di abilità atletiche e sportive.
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INTRODUZIONE AL NEUROFEEDBACK I principi fondamentali del Neurofeedback ed i suoi presupposti terapeutici.
Cliccando sull'immagine è possibile scaricare gratuitamente la guida introduttiva al Neurofeedback, elaborata dallo staff del NOUSCentro per il Disturbo dell'Attenzione, dell'Iperattività e dell'Apprendimento
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