Il metodo Warnke

 

Il metodo Warnke, sviluppato dieci anni fa e ritornato oggetto di studio negli ultimi anni, è una tecnica che non solo migliora l’elaborazione a livello di  percezione visiva e acustica, ma porta asignificativi miglioramenti in lettura e scrittura.

Secondo due studi scientifici eseguiti dal Prof. Dr. Tewes dell’Università di Medicina di Hannover sull’efficacia del metodo Warnke è stato chiaramente dimostrato che i problemi nelle abilità di lettura e scrittura sono causati da quelli che sono chiamati “deficit di basso livello” nelle abilità basilari acustiche, visive e motorie.

 

Prima di proseguire è utile presentare delle informazioni di base riguardo al metodo Warnke e le modalità con cui un bambino impara la propria lingua madre

Durante gli ultimi mesi prima della nascita, il cervello del bambino sviluppa più di 500.000 neuroni per minuto. Quelli che esistono già producono più di due milioni di nuove connessioni cerebrali per secondo allo stesso tempo. Dalla 30esima settimana di gravidanza il feto può già distinguere tra certe vocali. Questo è stato provato da misure EEG con bambini nati precocemente. Prima che il bambino nasca, il feto sente ogni cosa attenuata in quanto tutti suoni sotto i 1.000 Hz sono fortemente ridotti dallo spessore dei tessuti.

Fin dal momento della nascita l’abilità del bambino di percepire i suoni aumenta notevolmente: ora può sentire ogni cosa espanso di cinque ottave e con un volume maggiore. All’età di due anni un bambino piccolo ha imparato più di quello che può imparare un adulto in quattro anni di un corso di studi universitari. Già dopo due mesi dalla nascita il neonato può distinguere tra più consonanti rispetto ad un adulto. Sei mesi dopo il bambino ha sviluppato le sue abilità con una buona discriminazione dei suoni del linguaggio utilizzati nella propria cultura. È in grado di memorizzare parole da storie lette quindici giorni prima. Questo avviene un mese prima che sia in grado di notare le differenze in una semplice progressione aritmetica. Un bambino di due anni possiede una capacità implicita a capire la sintassi nelle frasi principali.

Cosa significa “conoscenza implicita”? Quasi ogni cosa che un bambino impara prima dell’inizio della scuola elementare è fatto implicitamente. Questo significa che impara senza essere consapevole dei processi di apprendimento; questo permette al bambino di utilizzare le cose che  impara ma senza poterne dare una spiegazione. Il bambino sviluppa abilità ad un livello impressionante; questo è facilitato dalla ripetizione frequente di qualsiasi azione da parte del bambino fino a che non impara ad eseguirla in modo automatico. Ma questo può funzionare solamente se non ci sono seri disturbi nelle predisposizioni o nei canali sensoriali di input. Queste vengono chiamate “funzioni di basso livello”, ovvero la capacità di vedere e sentire correttamente. I problemi nella lettura e nella scrittura sono causati principalmente da disturbi delle funzioni automatiche di basso livello. Questo è stato il tema di un recente studio basato su quattro tesi di laurea (presentato dall’Università di Hannover) in cui vengono raccolti e valutati dei dati standard tra  cui l'Impostazione della soglia visiva, l'impostazione delle soglie acustiche, l'udito spaziale, la discriminazione tonale e i tempi di reazione.

Avendo ottenuto una correlazione significativa tra le differenze di bambini dislessici e non, emerge la questione se queste “funzioni di basso livello” possano essere migliorate con l’allenamento, specialmente in bambini i cui scarsi risultati sembrano essere la causa dei loro problemi di apprendimento.Secondo gli studi di Haier, che ha provato che l’abilità di miglioramento delle abilità visive e tempo motorie può essere portato ad un livello quasi perfettamente automatico, sì, possono esserlo.

Questo è stato confermato da un altro studio intrapreso nel 2001 con 51 bambini dislessici e 41 bambini non dislessici che frequentano una scuola elementare della Bassa Sassonia. Dopo aver raccolto i dati riguardanti le funzioni di basso livello come menzionato sopra, il gruppo di dislessici ha iniziato un allenamento di cinque settimane. Ciascuno dei giochi di allenamento era fatto una volta al giorno.

I risultati dell’esperimento si possono trovare nel grafico: la colonna di sinistra (rossa) mostra i dati prima dell’allenamento, la colonna centrale (blu) mostra i risultati raggiunti dopo l’allenamento. La colonna di destra (verde) mostra i dati presi da un gruppo di bambini non dislessici. In molti casi i bambini che hanno preso parte agli allenamenti hanno ricevuto anche migliori risultati rispetto a quelli normali.

I risultati sono sorprendenti e portano a rispondere positivamente alla domanda se l’allenamento delle “funzioni di basso livello” migliori realmente le abilità di lettura e scrittura.

Un’altra prova è stata fornita da un gruppo di scienziati della Finlandia: un computer per l’allenamento che combinava diverse funzioni di basso livello relative a pattern di frequenza, discriminazione di toni e risoluzione temporale, veniva effettuata su 24 bambini di 7 anni. Tutti e 24 i bambini che hanno preso parte all’allenamento non hanno migliorato solamente le loro funzioni di basso livello (trovate dal test MMS) ma hanno mostrato anche un miglioramento nelle abilità di lettura. Questo è un risultato sorprendente in quanto non sono state fornite speciali lezioni di lettura o allenamenti simili.

Questa è la prima prova che questo metodo di allenamento (metodo Warnke) può non solo migliorare l’elaborazione percettiva centrale ma causare anche significativi trasferimenti alle abilità di  lettura, scrittura e apprendimento.

 

 

Approfondimenti:

Gli studi del metodo Warnke